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La gente ha fame? “Una pacca sulle spalle e via…”
Benedetto XVI, invitato alla Fao, anche lui dona “una pacca sulle spalle”, e si tiene i soldi in banca (del Vaticano). Le sue parole:
“È necessario, pertanto maturare «una coscienza solidale, che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni“
(Caritas in veritate, 27)
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_novembre_16/fao_intervento_benedetto_xvi-1602015924688.shtml
Tutti alla Fao parlano, parlano, ma nessuno mette mani nel portafogli, nemmeno Benedetto XVI. Peccato che chi muore di fame non sappia come mangiarsele le parole di San Paolo:
“Non si tratta infatti – egli scrive – di mettere in difficoltà voi per sollevare gli altri, ma che vi sia uguaglianza. Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto: Colui che raccolse molto non abbondò, e colui che raccolse poco non ebbe di meno” (2 Cor 8,13-15)
Una cosa mi ha colpito particolarmente quando son stato al Vaticano:
nei giorni feriali (quindi non festivi o pre-festivi), in un momento qualsiasi della giornata puoi vedere file *chilometriche* (andare a vedere per credere) attorno alle mura dei musei Vaticani, cui accesso è ben pagato con la incredibile cifra di 14 € (ovviamente parliamo di una cifra netta, esentasse!).
Facciamo 2 conti:
L’orario per accedere è dalle 9.00 alle 16.00 (son 7 ore) e ammettendo che riesca ad entrare, in media, una persona al minuto (ipotesi pessimistica) riescono ad accedere, al giorno, una media di
420 persone.
Ipotizzando che una persona su tre paghi il biglietto intero, tutti gli altri il ridotto (altra ipotesi pessimistica), abbiamo un biglietto di 10 € (media di 14, 8 e 8).
- totale guadagno giornaliero sono:
420 x 10 = 4.200 €
- totale mensile:
4.200 x 30 gg = 126.000 (centoventi seimila) €
- annuo:
1.512.000 (un milione cinquecentododici mila) €
solo ed esclusivamente per i musei vaticani.
Poi mettiamo l’8 x mille che gli Italiani hanno destinano alla Chiesa per l’anno 2009:
43.969.406 (43 milioni 969 mila 406 euro) €
(di cui 10 milioni 586 mila euro di questi non erano stati indicati dai contribuenti come da destinare alla Chiesa ma lo stato se n’è fregato e la Chiesa ha preso senza fiatare, ovviamente – ref: http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/cronaca/otto-per-mille/otto-per-mille/otto-per-mille.html?rss)
Ora, signor coso, si guardi questo video, e si metta una mano non nella coscienza ma nel portafoglio:
I martiri della “Santa Inquisizione”
I nomi dei martiri riportati qui di seguito nei vari pontificati che si susseguirono, essendo tratti dai pochi documenti rimasti, non sono che una minima parte di quanti furono in realtà uccisi da Santa Madre Chiesa. Nell’elenco ci sono anche tre martiri uccisi per aver celebrato la messa da spretati (si trovano sottolineati nei pontificati di Paolo VI – Urbano VIII – Clemente XIII).
- Papa Clemente V
Fra Dolcino, per nulla intimorito dalle minacce dell’Inquisizione, si scaglia contro Clemente V accusandolo di immoralità. Ridotto a brandelli il suo corpo viene bruciato al rogo. 13 marzo 1307
Suor Margherita e Frate Longino insieme ad oltre mille seguaci dell’eretico Dolcino, bruciati al rogo. 1307.
Soppressione dei Templari con stragi di massa con “torture inimmaginabili” perché accusati di eresia. Molay, Gran Maestro, fu arso vivo a Parigi dopo anni di atroci torture.
- Papa Benedetto XII (beatificato)
Francesco da Pistoia, Lorenzo Gherardi, Bartolomeo Greco, Bartolomeo da Bucciano, Antonio Bevilacqua e altri dieci frati Francescani, arsi vivi per predicare la povertà di Cristo – Venezia 1337.
Stessa sorte a Parma per Donna Oliva anch’essa perché seguace di S. Francesco.
- Papa Clemente VI
Migliaia di vittime dell’inquisizione delle quali ci sono pervenuti soltanto i processi di:
Francesco Stabili, detto Cecco d’Ascoli, il quale fu arso vivo per aver detto, a proposito delle tentazione di Gesù, che non è possibile vedere tutta la terra da una montagna per quanto alta fosse stata come veniva affermato da vangelo.
Pietro d’Albano, medico, bruciato vivo perché accusato di stregoneria.
Domenico Savi condannato al rogo come eretico per aver eretto un ospedale senza la benedizione della Chiesa.
- Innocenzo VI
Tra le numerose vittime di Santa Madre Chiesa da ricordare i frati Pietro da Novara, Bernardo da Sicilia, Fra Tommaso vescovo d’Aquino e Francesco Marchesino vescovo di Trivento accusati di appartenere ai fraticelli di S.Francesco. Torturati e bruciati vivi.
- Gregorio XI
Intere città furono teatro di stragi perché avevano ospitato gli eretici. Nelle piazze di Firenze, Venezia, Roma e Ferrara fu un continuo accendersi di roghi.
Belramo Agosti, umile calzolaio, torturato e bruciato vivo per aver bestemmiato durane una partita a carte: 5 giugno 1382.
Menelao Santori perché conviveva con due donne: 10 ottobre 1387.
Lorenzo di Bologna costretto sotto tortura a confessare di aver rubato una pisside. Reso moribondo dalle torture, fu accompagnato al rogo a colpi frusta. 1 novembre 1388.
- Gregorio XII
Dopo il periodo di tregua passato sotto Urbano VI, con Gregorio XII riprendono le stragi e i roghi in una maniera estremamente spietata. La città che fu particolarmente colpita fu Pisa. Un certo giovane di nome Andreani fu torturato e bruciato vivo insieme alla moglie e alla figlia perché aveva osato deridere i Padri Conciliari. I cardinali appartenenti al concilio assistettero in massa alle esecuzioni per il piacere di veder morire insieme alla sua famiglia colui che essi “avevano condannato per solo sentimento di vendetta”. 1413.
Jean Hus e Gerolamo da Praga macellati e bruciati vivi per aver detto che la morale del vangelo proibisce ai religiosi di possedere beni materiali. 1414.
- Papa Eugenio IV
Giovanna d’Arco, bruciata viva accusata di stregoneria (1431).
Merenda e Matteo, due popolani, bruciati vivi dall’Inquisizione per rendere un favore alle famiglie dei Colonna e dei Savelli delle quali avevano parlato male.
Ripetute stragi in Boemia contro gli Hussidi (seguaci di Jean Hus), per le rimostranze fatte in seguito alla uccisione del loro maestro. Una delle stragi fu eseguita facendo entrare gli Ussidi in un fienile al quale dettero fuoco dopo aver chiuso le porte. Il fatto fu così commentato da uno scrittore cattolico: “Appena entrati, si chiusero le porte e si appiccò il fuoco; e in tal modo quella feccia, quel rifiuto della razza umana, dopo aver commesso tanti delitti, pagò finalmente tra le fiamme la pena del suo disprezzo per la religione”.
Ma il peggio verrà allorché la Chiesa dovrà difendersi dall’avvento del Rinascimento.
- Papa Sisto IV (Per conoscere l’immoralità di questi papi consultare: www.anti-religions.org , scritto in inglese, francese, italiano).
In Spagna eccelse per la sua crudeltà il domenicano Tommaso Torquemada il quale, confiscando i beni degli accusati di eresia e di stregoneria, era arrivato ad accumulare tante ricchezze da essere temuto dallo stesso Papa che lo obbligò a versargli la metà del bottino. Quando costui arrivava in un paese come inquisitore, la popolazione fuggiva in massa lasciando tutto nelle sue mani.
Nell’impossibilità di elencare tutte le vittime di Torquemada mi limiterò a dire che in 18 anni della sua inquisizione ci furono:
800.000 ebrei allontanati dalla Spagna, con confisca dei beni, sotto pena di morte se fossero restati.
10.200 bruciati vivi.
6.860 cadaveri riesumati per essere bruciati al rogo in seguito a processi (terminati tutti con la confisca dei beni) celebrati “post mortem” (dopo la morte).
97.000 condannati alla prigione perpetua con confisca delle proprietà.
E intanto che Torquemada faceva il macellaio in Spagna, a Roma l’inquisizione accendeva roghi in tutte le sue piazze per bruciare gli eretici i cui patrimoni venivano automaticamente requisiti per conto del Papa dalla confraternita di San Giovanni Decollato.
- Papa Alessandro VI
Gerolamo Savanarola bruciato vivo in Piazza della Signoria a Firenze. 23 maggio 1498 insieme ai suoi due suoi discepoli Domenico da Pescia e Sivestro da Firenze.
Tre ebrei arsi vivi in campo dei Fiori a Roma. 13 gennaio 1498
Gentile Cimeli, accusata di stregoneria arsa viva a campo dei Fiori 14 luglio 1498
Marcello da Fiorentino arso vivo in piazza S. Pietro. 29 luglio 1498.
- Giulio II
4 donne giustiziate per stregoneria a Cavalese (Trento). 1505.
Diego Portoghese impiccato per eresia. 14 ottobre 1606.
30 persone bruciate vive a Logrono (Spagna) per stregoneria.
Fra Agostino Grimaldi giustiziato per eresia. 6 agosto. 1507
15 cittadini romani massacrati dalle guardie svizzere per eresia.1513.
Orazio e Giacomo di Riffredo, giustiziati per eresia. 30 aprile 1513.
- Leone X (Il Papa che ha dichiarato la non esistenza di Cristo)
30 donne accusate di stregoneria arse vive a Bormio. 1514.
Martino Jacopo giustiziato per eresia a Vercelli. 18 febbraio 1517.
80 donne bruciate vive in Valcamonica per stregoneria. 1518.
5 eretici arsi vivi a Brescia. 13 aprile 1519.
Baglione Paolo da Perugia decapitato per eresia alla Traspontina. 4 giugno 1520.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo Cesalpini strangolati in carcere per eresia. 8 luglio 1520.
- Clemente VII
Anna Furabach, giustiziata per eresia. 9 maggio 1524.
Migliaia di protestanti Anabattisti decapitati, arsi vivi, annegati e torturati a morte. 1525.
Una donna accusata di stregoneria arsa viva in Campidoglio. 30 settembre 1525
Claudio Artoidi e Lerenza di Pietro giustiziati per eresia. 16 maggio 1526.
Rinaldo di Colonia giustiziato per eresia. 26 agosto 1528.
Lorenzo di Gabriele da Parma e Tiberio di Giannantonio torturati e giustiziati per eresia. 9 sett. 1528.
Berrnardino da Palestrina Burciato vivo per eresia. 20 novembre 1529.
Giovanni Milanese bruciato vivo per eresia. 23 novembre 1530.
- Paolo III (Un altro Papa ateo che ha affermato la non esistenza di Cristo. Gli altri lo sanno come lui ma non li dicono).
Uccisi tutti gli abitanti della città di Mérindol (Francia) per aver abbracciato la fede dei protestanti Evangelici. I loro beni furono confiscati e la città rimase deserta e inabitabile.1540.
Tutti gli Anabattisti della città di Munster (Germania) furono massacrati. Giovanni di Leida, loro capo, fu ucciso dopo essere stato sottoposto “a orrendo supplizio”. 4 aprile 1535.
Martino Govinin giustiziato nelle carceri di Grenoble. 26 aprile 1536.
Francesco di Giovanni di Capocena ucciso per eresia. 1538.
Ene di Ambrogio giustiziato per eresia. 1539.
Galateo di Girolamo giustiziato nelle carceri dell’Inquisizione per eresia. 17 gennaio 1541.
Giandomenico dell’Aquila. Eretico, bruciato vivo. 4 febbraio 1542.
Federico d’Abbruzzo ucciso per eresia. Il suo corpo fu portato al supplizio trascinato da un cavallo. Quello che rimase del suo corpo fu appeso alla forca. 12 luglio 1542.
2.740 Valdesi furono massacrati dai cattolici in Provenza (Francia). Aprile 1545.
Girolamo Francese impiccato perchè luterano. 27 settembre 1546.
Baldassarre Altieri, dell’Ambasciat inglese, fatto sparire nelle carceri dell’Inquisizione. 1548
Federico Consalvo, eretico, giustiziato. 25 maggio 1549.
Annibale di Lattanzio giustiziato per eresia. 25 maggio 1549.
- Giulio III
Fanino Faenza impiccato e briciato per eresia. 18 febbraio 1550.
Domenico della Casa Bianca, luterano. Decapitato. 20 febbraio 1550.
Geronimo Geril Francese, Impiccato per eresiae poi squartato. 20 marzo 1550.
Giovanni Buzio e Giovanni Teodori, impiccati e bruciati per eresia. 4 settembre 1553.
Francesco Gamba, decapitato e briciato vivo per eresia. 21 lugio 1554.
Giovanni Moglio e Tisserando da Perugia, luterani. Impiccati e bruciati vivi. 5 settembre 1554.
- Paolo IV
Istituzione del Ghetto a Roma con restrizioni contro gli ebrei ancor più severe del ghetto di Venezia.
Cola Francesco di Salerno, giustiziato per eresia. 14 giugno 1555
Bartolomeo Hector, bruciato vivo per aver venduto due Bibbie. 20 giugno 1555.
Golla Elia e Paolo Rappi, protestanti, bruciati vivi a Torino. 22 giugno 1555.
Vernon Giovanni e Labori Antonio, evangelisti, bruciati vivi. 28 agosto 1555.
Stefano di Girolamo, giustiziato per eresia. 11 gennaio 1556.
Giulio Napolitano, bruciato vivo per eresia. 6 marzo 1556.
Ambrogio de Cavoli, impiccato e bruciato per eresia. 15 giugno 1556.
Don Pompeo dei Monti, bruciato vivo per eresia. 4 luglio 1556.
Pomponio Angerio, bruciato vivo per eresia. 19 agosto 1556.
Nicola Sartonio, luterano, bruciato vivo. 13 maggio 1557.
Jeronimo da Bergamo, Alessandra Fiorentina e Madonna Caterina, impiccati e bruciati per omosessualità. 22 dicembre 1557.
Fra Gioffredo Varaglia, francescano, bruciato vivo per eresia. 25 marzo 1558.
Gisberto di Milanuccio, eretico, bruciato vivo. 15 giugno 1558.
Francesco Cartone, eretico, bruciato vivo. 3 agosto 1558.
14 protestanti bruciati vivi a Siviglia in Spagna. 1559.
15 protestanti bruciati vivi a Valadolid in Spagna. 1559.
Gabriello di Thomaien, bruciato vivo per omosessualità. 8 febbraio 1559.
Antonio di Colella arso vivo per eresia. 8 febbraio 1559.
Leonardo da Meola e Giovanni Antonio del Bò, impiccati e bruciati per eresia. 8 febbr.1559.
13 eretici più un tedesco di Augsburg accusato di omosessualità arsi vivi. 17 febbraio 1559.
Antonio Gesualdi, luterano, giustiziato per eresia. 16 marzo 1559.
Ferrante Bisantino, eretico, arso vivo.24 agosto 1559.
Scipione Retio, eretico, uccico nelle carceri della Santa Inquisizione. 1559.
- Papa Pio IV
I monaci dell’Abazia di Perosa (Pinerolo) si divertirono a briciare vivi a fuoco lento un prete evangelico insieme ai suoi fedeli. Dicembre 1559.
Carneficina di Valdesi in Calabria per opera di bande di delinquenti assoldate da Santa Madre Chiesa (uomini, donne, vecchi e bambini atrocemente torturati prime di essere uccisi su diretto ordine del Papa). Dicembre 1559.
“A Santo-Xisto, alla Guardia, a Montalto e a Sant’Agata si fecero cose inaudite: gente sgozzata, squartata, bruciata e orrendamente mutilata. Pezzi di resti umani furono appesi alle porte delle case come esempio alle genti. Quelli che fuggirono sulle montagne furono assediati fino a che morirono di fame. Molte donne e fanciulli furono ridotti in schiavitù”. I559. (Da “La Santa Inquisizione di Maurizio Marchetti. Ed. La Fiaccola).
4000 valdesi massacrati su ordine di Santa Madre Chiesa. 1560.
Giulio Ghirlanda, Baudo Lupettino, Marcello Spinola, Nicola Bucello, Antonio Rietto, Francesco Sega, condannati a morte perchè sorpresi a svolgere una funzione religiosa in una casa privata officiante la messa uno spretato. 1560.
Giacomo Bonello, bruciato vivo perché evangelista. 18 febbraio 1560.
Mermetto Savoiardo, eretico, arso vivo. 13 agosto 1560.
Dionigi di Cola, eretico, bruciato vivo. 13 agosto 1560.
Aloisio Pascale, evangelista, impiccato e bruciato. 8 settembre 1560.
Gian Pascali di Cuneo, bruciato vivo per eresia. 15 settembre 1560.
Stefano Negrone, eretico, lasciato morire di fame nelle prigioni della Santa Inquisizione. 15 settembre 1560.
Stefano Morello, eretico, impiccato e bruciato. 25 settembre 1560.
Bernardino Conte, bruciato vivo per eresia. 1560.
300 persone a Oppenau, 63 donne a Wiesensteig e 54 a Obermachtal in Gemania, bruciate vive per stregoneria. 1562.
Macario, vescovo di Macedonia, eretico, bruciato vivo. 10 giugno 1562.
Cornelio di Olanda, eretico, impiccato e bruciato. 23 g3nnaio 1563.
Franceso Cipriotto, inpiccato ebruciato per eresia. 4 settembre 1564.
Giulio Cesare Vanini, panteista, bruciato vivo dopo avergli strappato la lingua.
Giulio di Grifone, eretico, giustiziato.
- Pio V (elevato dalla Chiesa agli onori degli altari).
Con bolla papale viene imposta a Roma la chiusura di tutte le sinagoghe.
Muzio della Torella, eretico, giustiziato. 1 marzo 1566.
Giulio Napolitano, eretico, bruciato vivo. 6 marzo 1566.
Don Pompeo dei Monti, decapitato per eresia. 3 luglio 1566.
Curzio di Cave, francescano, decapitato per eresia. 9 lugio 1566.
17.000 (diciassettemila) protestanti massacrati nelle Fiandre da cattolici spagnoli.
Giorgio Olivetto arso vivo perché luterano. 27 gennaio 1567.
Domenico Zocchi, ebreo, impiccato e bruciato a Piazza Giudia nel Ghetto di Roma. 1 febbraio 1567.
Girolamo Landi, impiccato e bruciato per eresia.. 25 febbraio 1567.
Pietro Carnesecchi, impiccato e bruciato per eresia. 30 settembre 1567.
Giulio Maresco, decapitato e arso per eresia. 30 settembre 1567.
Paolo e Matteo murato vivo per eresia. 30 sett.1567.
Ottaviano Fioravanti, murato vivo per eresia. 30 sett. 1567.
Giovannino Guastavillani, eretico, murato vivo. 30 settembre 1567.
Geronimo del Puzo, murato vivo per eresia. 30 settembre 1567.
Gerolamo Donato con altri suoi confratelli dell’Ordine degli Umiliati, vengono giustiziati su ordine di Carlo Borromeo (santo), vescovo di Milano, dopo lunghe ore di torture, per eresia. 2 agosto 1570.
Macario Giulio da Cetona, decapitato e bruciato per eresia. 1 ottobre 1567.
Lorenzo da Mugnano, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1668.
Matteo d’Ippolito, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Francesco Stanga, impiccato e bruciato per eresia. 10 maggio 1568.
Donato Matteo Minoli, lasciato morire nelle carceri dopo avergli rotto le ossa e bruciato i piedi. 27 maggio 1568.
Francesco Castellani, eretico, impiccato. 6 dicembre 1568.
Pietro Gelosi, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568
Marcantonio Verotti, eretico, impiccato e bruciato. 6 dicembre 1568.
Luca di Faenza, eretico, bruciato vivo. 28 febbraio 1568.
Borghesi Filippo, decapitato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Giovanni dei Blasi, impiccato e bruciato per eresia. 2 maggio 1569.
Camillo Ragnolo, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Fra Cellario Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 25 maggio 1569.
Bartolomeo Bartoccio, bruciato vivo per eresia. 25 maggio 1569.
Guido Zanetti, murato vivo per eresia. 27 maggio 1569.
Filippo Porroni, eretico luterano, impiccato. 11 febbraio 1570.
Gian Matteo di Giulianello, giustiziato per eresia. 25 febbraio 1570.
Nicolò Franco, impiccato per aver deriso il papa con degli scritti. Impiccato. 11 marzo 1570.
Giovanni di Pietro, eretico, impiccato e bruciato. 13 maggio 1570.
Aolio Paliero, eretico, impiccato e bruciato su espreso desiderio di Papa Pio V (santo).3 luglio 1570.
Fra Arnaldo di Santo Zeno, eretico, bruciato vivo. 4 novembre 1570.
Don Girolamo di Pesaro, Giovanni Antonio di Jesi e Pitro Paolo di Maranzano, giustiziati per eresia. 6 ottobre 1571.
Francesco Galatieri, pugnalato a morte dai sicari pontifi perché eretico. 5 gennaio 1572.
Madonna Dianora di Montpelier, eretica, impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572.
Madonna Pellegrina di Valenza, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1972.
Madonna Girolama Guanziana, eretica impiccata e bruciata. 9 febbraio 1572
Madonna Isabella di Montpelier, eretica impiccatae bruciata. 9 febbraio 1572.
Domenico della Xenia, eretico impiccato e bruciato. 9 febbraio 1572.
Teofilo Penarelli, eretico impiccato e bruciato. 22 febbraio 1572.
Alessandro di Giulio, eretico impiccato e bruciato.
- Gregorio XIII
Alessandro di Giulio, impiccato e bruciato per eresia. 15 marzo 1572.
Giovanni di Giovan Battista, impiccato e bruciato perchè eretico. 15 marzo 1572.
Girolamo Pellegrino, impiccato e bruciato per eresia. 19 luglio 1572.
10.000 (diecimila) eretici massacrati in Francia per ordine del Papa (strage degli Ugonotti- Notte di S. Bartolomeo). 24 agosto 1572.
500 eretici massacrati in Croazia per ordine del vescovo cattolico Juraj Draskovic. 1573.
Nicolò Colonici eretico impiccato e bruciato.
Giovanni Francesco Ghisleri, strangolato nelle carceri dell’Inquisizione. 25 ottobre del 1574.
Alessandro di Giacomo, arso vivo. 19 novembre 1574.
Benedetto Thomaria, eretico bruciato vivo. 12 Maggio 1574.
Don Antonio Nolfo, eretico giustiziato. 29 luglio 1578.
Giovanni Battista di Tigoni, eretico giustiziato. 29 lugio 1578.
Baldassarre di Nicolò, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Antonio Valies de la Malta, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Francesco di Giovanni Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Bernardino di Alfar, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Alfonso di Poglis, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Marco di Giovanni Pinto, eretico impiccato e bruciato.13 agosto 1578.
Girolamo di Giovanni da Toledo, eretico impiccato e bruciato 13 agosto 1578.
Gasparre di Martino, eretico impiccato e bruciato. 13 agosto 1578.
Fra Clemente Sapone, eretico impiccato e bruciato. 29 novembre 1578.
Pompeo Loiani, eretico impiccato e briciato. 12 giugno 1579.
Cosimo Tranconi, eretico impiccato e bruciato. 12 giugno 1579.
222 (duecentoventidue) ebrei bruciati al rogo per ordine della Santa Inquisizione. 1558.
Salomone, ebreo impiccato per aver rifiutato il battesimo. 13 marzo 1580.
Un inglese bruciato vivo per aver offeso un prete. 2 agosto 1581.
Diego Lopez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
Domenico Danzarelli, impiccato e bruciato per eresia. 18 febbraio 1583.
Prospero di Barberia, eretico impiccato e bruciato. 18 febbraio 1583.
Gabriello Henriquez, bruciato vivo per eresia. 18 febbraio 1583.
Borro d’Arezzo, bruciato vivo per eresia. 7 febbraio 1583.
Ludovico Moro, eretico arso vivo. 10 lugio 1583.
Fra Camillo Lomaccio, Fra Giulio Carino, Leonardo di Andrea strangolati nel carcere di Tor Nona per eresia. 23 luglio 1583.
Lorenzo Perna, arrestato per ordine del cardinale Savelli per eresia, si ignora la sua fine. 16 giugno 1584.
<>, arrestata per eresia, si ignora la sua fine. ottobre 1584.
Giacomo Paleologo, decapitato e bruciato. 22 marzo 1585.
I fratelli Missori decapitati per aver espresso il diritto alla libertà di stampa. Le loro teste furono lasciate in esposizione al pubblico. 22 marzo 1585.
(Il corpo di Gregorio XIII, di questo carnefice, viene onorato e riverito dai cattolici nella sua monumentale tomba in S.Pietro a Roma).
- Papa Sisto V
Questo Papa fece impiccare uno spagnolo per aver ucciso con una bastonata un soldato svizzero che lo aveva ferito con l’alabarda. Respinta la richiesta di sostituire la forca con la mannaia, Sisto V assisteva giosamente alle esecuzioni facendosi portare da mangiare perchè “questi atti di giustizia gli accrescevano l’appetito”. Dopo l’esecuzione di una sentenza disse: << Dio sia benedetto per il grande appetito con cui ho mangiato>>.
Pietro Benato, arso vivo per eresia. 26 aprile 85.
Pomponio Rustici, Gasparre Ravelli, Antonio Nantrò, Fra Giovanni Bellinelli, impiccati e bruciati vivi per eresia. 5 agosto 1587.
Vittorio, conte di Saluzzo, giustiziato per eresia. 9 dicembre 1589.
Valerio Marliano, eretico impiccato e bruciato. 16 febbraio 1590.
Don Domenico Bravo, decapitato per eresia. 30 marzo 1590.
Fra Lorenzo dell’Aglio, impiccato e bruciato.13 aprile 1590.
- Gregorio XIV
Fra Andrea Forzati, Fra Flaminio Fabrizi, Fra Francesco Serafini, impiccati e bruciati. 6 febbraio 1591.
Giovanni Battista Corobinacci, Giovanni Antonio de Manno Rosario, Alexandro d’Arcangelo, Fulvio Luparino, Francesco de Alexandro, giustiziati. Giugno 1590.
Giovanni Angelo Fullo, Giò Carlo di Luna, Decio Panella, Domenico Brailo, Antonio Costa, Fra Giovanni Battista Grosso, l’Abate Volpino, insieme ad altri seguaci di Fra Girolamo da Milano, arrestati dalla Santa Inquisizione, si ignora la loro fine… 1590.
(Tutto questo in un solo anno di Santo Pontificato!).
- Clemente VIII
Giordano Bruno, bruciato vivo per eresia il 17 febbraio 1600.
Quattro donne e un vecchio bruciate vive per eresia. 16 febbraio 1600.
Francesco Gambonelli, eretico arso vivo. 17 febbraio 1594.
Marcantonio Valena e un altro luterano, arsi vivi. agosto 1594.
Graziani Agostini, eretico impiccato e bruciato. 1596.
Prestini Menandro, eretico impiccato ebruciato. 1596.
Achille della Regina, se ne ignora la fine. Giugno 1597.
Cesare di Giuliano, eretico impiccato e bruciato. 1597.
Damiano di Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1597.
Baldo di Francesco, impiccato e bruciato per eresia. 1957.
De Magistri Giovanni Angelo, eretico impiccato e bruciato.1597.
Don Ottavio Scipione, eretico, decapitato e bruciato.1597.
Giovanni Antonio da Verona e Fra Celestino, eretici bruciati vivi. 16 settembre 1599.
Fra Cierrente Mancini e Don Galeazzo Porta decapitati per eresia. 9 novembre 1599.
Maurizio Rinaldi, eretico bruciato vivo. 23 febbraio 1600.
Francesco Moreno, eretico impiccato e bruciato. 9 giugno 1600.
Nunzio Servandio, ebreo impiccato. 25 giugno 1600.
Bartolomeo Coppino, luterano arso vivo. 7 aprile 1601.
Tommaso Caraffa e Onorio Costanzo eretici decapitati e bruciati. 10 maggio 1601.
- Papa Paolo V
Giovanni Pietro di Tunisi, impiccato e bruciato. 1607.
Giuseppe Teodoro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Felice d’Ottavio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Rossi Francesco, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Antonio di Jacopo, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fortunato Aniello, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Vincenti Pietro, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Umberto Marcantonio, eretico impiccato e bruciato. 1609.
Fra Manfredi Fulgenzio, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Lucarelli Battista, eretico impiccato e bruciato. 1610.
Emilio di Valerio, ebreo, impiccato e bruciato. 1610.
Don Domenico di Giovanni, per essere passato dal cristianesimo all’ebraismo, impiccato. 1611.
Giovanni Milo, luterano impiccato. marzo 1611.
Giovanni Mancini, per aver celebrato la messa da spretato impiccato e bruciato. 22 ottobre 1611
Jacopo de Elia, ebreo impiccato e bruciato. 22 gennaio 1616.
Francesco Maria Sagni, eretico impiccato e bruciato. 1 luglio 1616.
Arrestato un negromante zoppo, arso vivo per stregoneria. 1617.
Lucilio Vanini, arso vivo per aver messo in dubbio l’esistenza di Dio. 17 febbraio 1618.
Migliaia di eretici trucidati dai cattolici nei Grigioni in Valtellina. 1620.
(La Chiesa, rimasta nella convinzione che in Valtellina ci siano ancora tendenze religiose eretico-pagane, mantiene tutt’oggi la regione sotto controllo tramite la “Missione Rezia”, affidata ai cappuccini, dipendenti direttamente da “Propaganda Fidei”) … e il Santo Padre Gian Paolo II chiede perdono!!!
- Urbano VIII
Galileo Galilei, torturato e condannato al carcere perpetuo quale eretico per aver affermato che la Terra gira intorno al Sole. 1633.
Ferrari Ambrogio, eretico impiccato. 1624.
Donna Anna Sobrero, morta di peste in carcere dove era stata condannata a vita. 1627. (nei mesi che seguirono, tutti coloro che passarono per quel carcere, morirono di peste).
Frate Serafino, eretico, inpiccato e bruciato. 1634.
Giacinto Centini, decapitato per aver offeso la sovranità papale. 1635.
Fra Diego Giavaloni, eretico impiccato e bruciato. 1635.
Alverez Ferdinando, bruciato vivo per essersi convertito all’ebraismo. 19 marzo 140.
Policarpo Angelo, impiccato ebruciato per aver celebrato la messa da spretato. 19 maggio 1642.
Ferrante Pallavicino, eretico impiccato e bruciato. 1644.
Fra Camillo d’Angelo, Ludovico Domenico, Simone Cossio, Domenico da Sterlignano, giiustiziati per eresia. 1644.
- Papa Innocenzo X
Brugnarello Giuseppe e Claudio Borgegnone, impiccati e bruciati per aver falsificato alcune lettere apostoliche. 1652. ( Se questo Papa applicò in prevaleza condanne di carceri a vita ciò dipese dal fatto che in quegli anni ricorreva l’anno Santo).
- Papa Alessandro II
Fello Giovanni, sacerdote, decapitato per eresia. 1657.
1.712 Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine. 1655.
- Papa Innocenzo XI (santificato)
20 ebrei condannati al rogo. 1680.
Vincenzo Scatolari, per aver esercitato la professione di giornalista senza autorizzazione di Santa Madre Chiesa. Decapitato. 2 agosto 1685.
2.000 (duemila) Valdesi massacrati dai cattolici nelle Valli Alpine per ordine diretto del Papa. Maggio 1686.
24 protestanti uccisi dai cattolici a Pressov in Slovacchia. 1687.
- Papa Innocenzo XII
Martino Alessandro, morto in carcere per torura. 3 maggio 1690.
37 ebrei bruciati vivi. 1691. (poi si cercano le cause che hanno generato l’antisemitismo!).
Antonio Bevilacqua e Carlo Maria Campana, cappuccini, decapitati perchè seguaci del Quietismo di Molinos. 26 marzo 1695.
- Clemente XI
Filippo Rivarola, portato al patibolo in barella per le torture ricevute, decapitato. 4 agosto 1708.
Spallaccini Domenico, impiccato e bruciato per aver bestemmiato a causa di un colpo di alabarda ricevuta da una guardia papalina. 28 luglio 1711.
Gaetano Volpini, decapitato per aver scritto una poesia contro il Papa. 3 febbraio 1720.
- Clemente XII
Questo Papa, ripristinando la “mazzolatura” (rottura delle ossa a colpi di bastone), si dimostrò uno dei più cinici sostenitori dell’arte della tortura.
Pietro Giarinone, filosofo e storico, morì sotto tortura per aver sostenuto la supremazia del re sulla curia romana. 24 marzo 1736.
Enrico Trivelli, decapitato per aver scritto frasi di rivolta contro il Papa. 23 febbraio 1737.
Le numerose vittime di questo Papa sono rimaste sconosciute perchè egli peferiva più uccidere sotto tortura nelle carceri dell’Inquisizione che giustiziarle nelle pubbliche piazze.
L’EUROPA COMINCIA A RISENTIRE DEL BENFICO EFFETTO DELL’ILLUMINISMO CHE SI MANIFESTA LIMITANDO L’ALTERIGIA DELLA CHIESA CHE RIDUCE LE SUE PERSECUZIONI RELIGIOSE ORINTANDOSI VERSO DELITTI POLITICI, CRIMINI COMUNI OPPURE REATI RIGUARDANTI GLI ORDINAMENTI INTERNI ECCLESIASTI. QUELLO CHE PER LEI CONTA SOPRA OGNI COSA è L’IMPORRE IL SUO POTERE ATRAVERSO IL TERRORE.
- Clemente XIII
Tommaso Crudeli, condannato al carcere a vita per massoneria. 2 agosto 1740.
Giuseppe Morelli, impiccato per aver celebrato l’Eucaristia da spretato. 22 agosto 1761.
Carlo Sala, eretico, giustiziato. 25 settembre. 1765. (Carlo Sala è l’ultimo martire ucciso dalla Chiesa per eresia).
I massacri, non più di carattere religioso, continuarono contro i cospiratori politici, i giornalistI e tutti quei progressisti che intendevano rovesciare l’immoralità dell’oscurantismo religioso attraverso una rivoluzione armata. Le atrocità furono come nel passato. Tagli di teste, torture con mazzolature, impiccaggioni e sevizie che spesso portavano allo squartamento degli accusati. Pur di mantenere il terrore venivano puniti di morte anche i delitti meno gravi come i semplici furti.
- Pio VI
Nei suoi quattro anni di pontificato ci furono soltanto cinque esecuzioni capitali per reati comuni, anche se la sua lotta si intensificò aspramente contro gli ebrei che furono costretti, tra le tante umiliazioni e minacce che subiro, a indossare vestiti di colore giallo perchè fossero pubblicamente oltraggiati.
- Pio VII
Gregorio Silvestri, impiccato per cospirazione politica. 18 gennaio 1800.
Ottavio Cappello, impiccato perchè patriota rivoluzionario. 29 gennaio 1800.
Giovanni Battista Genovesi, patriota squartato e bruciato. La sua testa fu esposta al pubblico. 7 febbr. 1800.
Teodoro Cacciona, impiccato e squartato per furto di un abito ecclesiastico. 9 febbraio 1801.
Paolo Salvati, impiccato e squartato per aver derubato un corriere del Papa. 11 dicembre 1805.
Bernardo Fortuna, impiccato e squartato per furto ai danni di un corriere francese. 22 aprile 1806.
Tommaso Rotilesi, impiccato per aver ferito un ufficiale francese.
161 furono le esecuzioni capitali per reati comuni nei 15 anni del pontificato di questo vice Dio in terra che prese il mite e devoto nome di Pio.
- Leone XII
Leonida Montanari, decapitato per aver offeso pubblicamente il Papa. 23 novembre 1825.
Angelo Targhini, decapitato per aver ferito una spia papalina. 23 novembre 1825.
Luigi Zanoli, decapitato per aver ucciso uno sbirro papalino. 13 maggio 1828.
Angelo Ortolani, impiccato per aver ucciso guardia papalina. 13 maggio 1828.
Gaetano Montanari, squartato per tentato omicidio dell’emissario papalino Rivolta. 1828
Gaetano Rambelli, impiccato per aver ferito emissario papalino. 1828.
Le esecuzioni capitali, oltre queste sopra elencate, furono 29 e sempre per reati comuni.
- Pio VIII
In un anno di Pontificato eseguì 13 condanne capitali per reati comuni.
- Gregorio XVI
Impose divieto assoluto ad ogni libertà di parola o di espressione scritta che non seguisse i dettami di Santa Madre Chiesa. Dietro le minacce più gravi obbligò gli ebrei di non esercitare nessuna attività fuori del Ghetto.
Giuseppe Balzani, decapitato per offese la Papa. 14 maggio 1833.
Luigi Scopigno, decapitato per furto di oggetti sactri. 21 luglio 1840.
Pietro Rossi, decapitato per piccolo furto. 9 gennaio 1844.
Luigi Muzi, decapitato per piccolo furto. 19 gennaio 1844.
Giovanni Battista Rossi, decapitato per piccolo furto. 3 agosto 1944.
Oltre a queste ci furono sotto il pontificato di questo Santo Padre altre 110 condanne a morte per reati comuni. La descrizione dei moltissimi decapitati, impiccati e squartati dall’Inquisizione sotto Gregorio XI è riportata in un libri scritto da Mastro Titta.
- Pio IX (santificato da Gian Paolo II, chiamato metro cubo di merda da Garibaldi)
Romolo Salvatori, decapitato per aver consegnato ai Garibaldini l’Arciprete di Anagni. 10 settembre 1851.
Gustavo Paolo Rambelli, Gustavo Marloni, Ignazio Mancini, decapitati per aver ucciso tre preti. 24 gennaio 1854.
Antonio de Felici, decapitato per aver attentato al Cardinale Antonelli.
Per comprendere la criminalità di questo Papa (santo), basta dire che quando i patrioti dell’unificazione italiana entrarono nelle carceri pontificie per liberare alcune decine di prigionieri che vi vivevano incatenati da così lungo tempo da aver perso la vista e l’uso delle gambe, trovarono in quei sotterranei mucchi di scheletri e di cadaveri in decomposizione in un misto di tonache di frati e di monache, di vestiti civili di uomini e di donne, divise militari e scarpe come quando furono liberati i campi di sterminio nazisti. Vi furono trovati anche giocattoli di bambini morti insieme ai loro genitori. SE QUESTI SONO I SANTI, CHI SONO ALLORA I DEMONI?
Galileo e Chiesa – Scienza e Fede
Mentre ancora una volta la Chiesa perde l’occasione per fare ammenda delle proprie colpe – proprio come successe con Wojtyła – dicendo che il processo a Galileo fu solo un “malinteso” – ricordo che la Chiesa lo “obbligò”, non so a quale titolo, di “ritrattare” (abiura) le proprie idee, come fece con Lutero, con Gerolamo Savonarola, bruciato vivo, come migliaia di altri “eretici”).
Oggi, dopo esser stata zittita, dice di non avere più “voce in capitolo” negli ambiti della Chiesa ma in realtà lo continua a fare quando si pronuncia su staminali, sui progressi della medicina (nemmeno 50 anni fa rineteva un errore il semplice trapianto di cuore) e della fisica (son ansioso di sapere cosa ne pensino i teologi della meccanica quantistica); ma anche quando si deve pronunciare in fatto di omosessualità, preservativi e famiglia.
Monsignor Sergio Pagano, prefetto dell’Archivio Segreto vaticano, alla presentazione della nuova edizione del volume intitolato “Documenti vaticani del processo di Galileo Galilei”, afferma:
“E’ necessaria molta prudenza e molta umiltà nell’avvicinarsi alle Scritture come alla scienza”, in quanto il rischio è che prevalgano oggi “gli stessi preconcetti che si avevano allora verso il sistema copernicano.
Il caso Galileo insegna alla scienza a non presumere di fare da maestra alla Chiesa in materia di fede e di Sacra Scrittura e insegna alla Chiesa, contemporaneamente, ad accostarsi ai problemi scientifici – fossero anche quelli legati alla più moderna ricerca sulle staminali, per esempio – con molta umiltà e circospezione”
(http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/benedetto-xvi-35/archivio-galileo/archivio-galileo.html)
Ma perché, mi domando io, prendendo in prestito un po’ di logica, i Teologi dovrebbero spingersi laddove gli scienziati non possono addentrarsi?
Perché, per esser chiaro, il teologo più di un giardiniere, più di un infermiere o un banchiere sul limite del fallimento?
)
Immagino un discorso tra me e un teologo, che risponde:
Perché i Teologi basano il loro “sapere” sulla Bibbia.
Io:
Uhm… la Bibbia eh? Quel libro in cui è scritto che la terra è al centro dell’universo e milioni di altre inesattezze scientifiche? Certo che per esser il “Creatore dell’Universo”, questo Dio, è un po’ smemorato.
Teologo:
Beh, la Bibbia è un libro ispirato da Dio ma scritto da mano umana, è per questo che contiene inesattezze.
Bene! Allora riformulo da domanda:
“Perché un teologo dovrebbe saperne più di un bambino in questioni che riguardano Dio e il Sovranaturale, se questo basa le sue conoscenze su un libro che egli stesso ritiene essere manomesso da altri uomini?
Papa Giovanni II – Per non dimenticare
I cattolici potranno ricordare come Giovanni Paolo II abbia ignorato cioè che ha assunto la forma del genocidio spirituale della sua Chiesa: lo scandalo degli abusi sessuali da parte dei sacerdoti. I suoi difensori accenneranno che ciò che il papa disse ai dodici cardinali americani in visita al Vaticano nel 2002, “Nel sacerdozio e nella vita religiosa non c’è posto per coloro che nuocciono ai giovani“, era una punizione sufficiente.
Ma era troppo poco, e troppo tardi. Per allora, il papa sapeva già. Sapeva già dal 1985, quando Tom Doyle, un prete e canonico dell’Ambasciata Vaticana a Washington, D.C., contribuì alla stesura di un rapporto confidenziale che avvertiva i funzionari cattolici americani della tempesta di pederastia che si stava prospettando all’orizzonte.
Sapeva già dal 1990 che i vescovi si stavano consigliando l’un l’altro per inviare i documenti potenzialmente incriminati al delegato apostolico (il rappresentante papale della Chiesa cattolica negli Stati Uniti), perchè quell’ufficio gode dell’immunità diplomatica.
Lo sapeva nel 1993, quando per la prima volta si riferì allo scandalo degli abusi sessuali in America accusando i media di prendere di mira i suoi prelati, insabbiando la cosa come “un’occasione di sensazionalismo”. Lo sapeva!
Giovanni Paolo II si è opposto alla politica di tolleranza zero insediata dai vescovi americani nel 2002, la quale assicurava che gli stupratori di bambini non avrebbero più officiato messa. Giovanni Paolo II non ha mai rimosso il cardinale di Los Angeles Roger Mahoney e il vescovo Orange Tod D. Brown dalle loro cariche, nonostante la loro attiva protezione della legge dei preti molestatori di bambini.
Un passo del Libro di Gomorra, caposaldo di San Damiano nel quale papa Leone IX veniva redarguito sullo scandalo degli abusi sessuali nell’XI secolo, colpisce in modo particolare:
Poichè il vero dice “Chiunque scandalizzi uno di questi fanciulli sarebbe meglio se avesse una macina appesa al collo e affogasse nelle profondità del mare”. Se la forza della Sede Apostolica non interviene il prima possibile, non c’è dubbio che non sarà in grado di frenare il corso precipitoso di questa immoralità sfrenata
Gustavo Arellano
“OC Weekly”
Umanità Dio dei cristiani di Giovanni Sarubbi
Riporto fedelmente un articolo tratto da “IL Dialogo” perchè merita davvero, mentre le sottolineature in grassetto sono mie.
L’umanità sta vivendo una situazione molto simile a quella vissuta da Gesù ai suoi tempi. Anche oggi come allora esiste una religione dominante o che tende a porsi come tale a livello globale: stiamo parlando della religione cristiana, che secondo le statistiche e seppure frazionata in molte componenti, è ancora oggi quella maggioritaria a livello mondiale. Anche oggi esiste un impero economico-politico-militare enorme ma che vive la sua più profonda ed irreversibile crisi. Questo impero è quello capitalistico occidentale incentrato sugli Stati Uniti, strettamente legato alla religione cristiana. Anche oggi sono molto diffusi sentimenti di paura legati alla possibile “fine del mondo” o per meglio dire, alla fine della specie umana. Tutti questi elementi sono oggi, rispetto a duemila anni fa, fenomeni globali, planetari e non più limitati ad una sola regione della Terra, quale poteva essere il territorio dove vivevano i giudei, o al bacino del mediterraneo, dove dominava l’Impero Romano. In più ci troviamo di fronte alla più grave e devastante compromissione dell’equilibrio ambientale mai prodotta dalla specie umana, aggravata anche dall ’esistenza di imponenti arsenali di armi di distruzione di massa che potrebbero produrre, per un semplice errore o per l’insorgere di situazioni ambientali non previste, l’autodistruzione di tutte le specie viventi del pianeta Terra. Come nel remoto passato dell’umanità, anche oggi sarà l’umanità stessa la responsabile della propria autodistruzione.
La crisi del cristianesimo come religione è parte integrante di questa crisi globale. Si esce dalla crisi del cristianesimo come religione se riusciamo a capire e ad indicare, come fece Gesù 2000 anni fa, una via di uscita che faccia fare all’umanità un salto di qualità. E come per tutte le crisi sistemiche non si esce da esse correggendo questo o quel singolo aspetto particolarmente odioso. Per rinascere il seme deve morire nella terra, il tempio deve essere distrutto. Ed uscire dalla crisi della religione serve anche ad uscire dalla crisi più complessiva dell’umanità.
Che fare, cosa possono fare i seguaci di Gesù?
Oggi come duemila anni fa la religione cristiana promuove un’idea di Dio lontana anni luce dall’uomo. Il dio di cui parlano oggi le chiese cristiane è, come quello propugnato dai grandi sacerdoti di Gerusalemme, un dio lontano, un dio iracondo, un dio che consente ai grandi sacerdoti, ieri come oggi, di cibarsi dei peccati dell’umanità. E’ un dio che vende a caro prezzo il suo perdono, che opprime l’umanità in tutte le sue membra. E’ un dio che serve a giustificare il potere economico – politico – militare – religioso ed il male che da esso viene generato. Gesù disse una cosa dirompente, disse che “l’umanità è Dio” parlando di un “dio padre”, di un “dio amorevole”, di un “dio di misericordia e amore”, di un “dio con noi”, di un dio che si incontra non nell’aldilà ma nella persona qualsiasi che ci attraversa la strada, con cui condividere il pane per vivere, il vino per gioire, la sapienza che ci viene dalle generazioni che ci hanno preceduto. Gesù parlò di “figlio dell’uomo”, cioè dell’umanità in genere. E’ l’umanità che deve essere al centro della vita e non il dio iracondo dei sacerdoti, «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato».
La grande intuizione del Gesù dei Vangeli è di fatto stata distrutta. Le varie confessioni cristiane, nessuna esclusa, hanno trasformato l’uomo Gesù nell’ennesimo idolo da idolatrare, nell’ennesimo dio lontano, o, per dirla con Alberto Maggi, nel “dio che non esiste”. L’umanità che Gesù aveva posto al centro degli interessi di quelli che liberamente volevano seguirlo, cominciò quasi da subito ad essere messa in discussione dal cristianesimo che cominciò a strutturarsi dal secondo secolo in poi. Questo cristianesimo cominciò a discutere di nuovo di un dio lontano. Dall’umanità si passò all’ontologia e al dio della metafisica. Dalla “umanità dio dei cristiani”, si è passati al “dio trinitario” o alla promulgazione di tutti gli altri dogmi definiti nei concili del primo millennio: “Gesù vero dio e vero uomo”, “Maria madre di Dio”, la processione dello spirito dal padre al figlio, i sette sacramenti, la morte di Gesù come sacrificio voluto da dio,… per finire alla transustanziazione o a trasformare la Bibbia in un libro scritto direttamente da questo dio lontano.
C’è da dire che il Concilio Vaticano II aveva messo al centro della sua riflessione proprio l’umanità, come scrive la Costituzione pastorale «Gaudium et spes» sulla Chiesa nel mondo contemporaneo: «Si tratta di salvare l’uomo, si tratta di edificare l’umana società. È l’uomo dunque, l’uomo considerato nella sua unità e nella sua totalità, corpo e anima, l’uomo cuore e coscienza, pensiero e volontà, che sarà il cardine di tutta la nostra esposizione». E’ l’umanità il dio dei cristiani.
Ed il “Dio umanità” non ha bisogno di sacrifici ma della pratica della giustizia che spetta ad ogni persona far vivere nella propria vita e nella comunità. Ed il “Dio umanità” è quello che si manifesta nello sconosciuto che viene incontrato per via (discepoli di Emmaus) e che si riconosce quando si spezza il pane con lui, quando si condivide con lui la vita in tutti i suoi aspetti a cominciare dal pane, quando insieme si fa tesoro delle esperienze sapienziali trasmessici dalle generazioni che ci hanno preceduto.
Il Vangelo di Giovanni (Gv 1,18) dice che “Dio nessuno l’ha mai visto” ma che è stato rivelato nel figlio. Come dire non occupatevi di ciò che non potete conoscere, ma occupatevi dell’umanità che è sotto i vostri occhi.
Scrive Remo Cacitti nell’intervista a Corrado Augias Inchiesta sul cristianesimo che “La carta vincente del cristianesimo è l’incarnazione… Quello di Gesù è un Dio che, come dice Giovanni nel suo prologo, è venuto ad abitare presso di noi e si è fatto carne, un uomo nella storia”[1].
Scrive Karl Barth nel suo libro sulla Epistola ai romani: “ Dio! Noi non sappiamo quello che diciamo con questa parola. Colui che crede, sa che non lo sappiamo”[2]. Cioè nessun uomo può parlare di Dio come di una sua proprietà.
Ma la stessa carta vincente dell’incarnazione è servita a trasformare l’oggetto dell’attenzione delle chiese che è stata spostata dal “Dio umanità” all’”uomo-dio” Gesù. E così i teologi continuano a parlare di Dio come di un oggetto misterioso e inconoscibile, sempre più lontano. E questo spiega oggi la diffusa idolatria esistente nel mondo cristiano in tutte le sue confessioni (fra i cattolici il culto dei santi e della madonna, fra i protestanti l’idolatria della Bibbia, fra gli ortodossi quella delle icone) e la creazione di templi, fra cui il più grande, quello del Vaticano, hanno assunto oggi il ruolo e le sembianze di quello che ai tempi di Gesù era il tempio di Gerusalemme. Oggi come duemila anni fa il Tempio Vaticano è una delle più potenti e floride banche mondiali (vedi IOR di cui si ritorna a parlare proprio in questi giorni); oggi come duemila anni fa liturgie grandiose, grandiosi sacrifici, anche se virtuali, reintroduzione di lingue sacre note a pochi, promesse di indulgenze plenarie o parziali se si partecipa a determinati riti o preghiere.
Le chiese cristiane sono diventate dei mastodonti che oramai parlano un linguaggio lontanissimo da quello di tutti i giorni. Mastodonti legati a filo doppi ai poteri economici e politici delle rispettive società dove le varie confessioni si sono sviluppate. E’ un mastodonte la Chiesa Cattolica, sono mastodonti le chiese ortodosse e quelle protestanti perché il dio di cui parlano non è il “Dio di Gesù”, non è il “Dio umanità”.
Ai seguaci di Gesù, a quelli che vogliono mettersi nella sua sequela, non resta allora che fare come Gesù e proclamare decisamente quello che Gesù proclamava, contestare decisamente il tempio con tutti i suoi sacerdoti, le sue ricchezze,il suo sfarzo, il loro dio oppressivo. Fare come Gesù e cacciare tutti dal tempio e dal suo sacro potere oppressivo.
E’ questo il Vangelo che abbiamo ricevuto. Un Vangelo che è una contestazione netta ed inequivocabile del dio sacerdotale con tutti gli annessi e connessi (sacerdoti, scribi, farisei, sadducei di ieri e di oggi), a cominciare dalla legge del sabato per la cui violazione c’era la pena di morte. Un Vangelo che chiede a tutti di proclamare “l’anno accettevole del signore” (Lc 4), cioè il giubileo, quando venivano cancellati i debiti e liberati gli schiavi, cioè l’anno della giustizia sociale. Giustizia sociale da proclamare ogni giorno e non ogni 50 anni. Giustizia sociale che è alla portata dell’umanità rendere concreta.
E come duemila anni fa, anche oggi un simile vangelo è difficile da comprendere e da fare proprio. Quando Gesù lo proclamò nella sinagoga di Nazaret rischio il linciaggio. Era difficile per gli ebrei di allora riuscire a vedere i sacerdoti come nemici dell’umanità da cui liberarsi. Era difficile riuscire a liberarsi anche dei propri piccoli privilegi che esistono la dove esiste sfruttamento e oppressione. Lo sfruttamento si stratifica in caste e sottocaste e viene organizzato sistematicamente.
E’ difficile per i cattolici oggi riuscire a vedere la propria chiesa come la reincarnazione moderna del Tempio di Gerusalemme e dei suoi funzionari. E’ difficile riuscire a comprendere che quei “funzionari di dio” non credono nello stesso dio di cui parlano e di cui si dicono vicari. Lo abbiamo potuto toccare con mano nella lettera che Benedetto XVI ha recentemente scritto ai vescovi in relazione alla remissione della scomunica ai vescovi lefebvriani la dove parla del silenzio e della scomparsa di dio.
Quella proposta da Gesù è una via stretta ma è l’unica via che abbiamo. Dobbiamo liberarci del sacro e di tutto ciò che esso comporta. E’ l’unico modo per rendere testimonianza ed onore al “vangelo che abbiamo ricevuto”. Ed in questo impegno di liberazione daremo un contributo grande alla risoluzione dei problemi di tutta l’umanità. Nessuno avrà più l’alibi della religione cristiana per giustificare il proprio potere economico-politico-militare.
Ed è in questo impegno che noi possiamo adempiere appieno allo spirito messianico incarnato da Gesù: la chiesa di coloro che seguono le orme del maestro diventerà così un “messia collettivo”, una comunità che tutta insieme potrà avanzare verso un mondo nuovo e potrà salvare l’umanità dagli idoli oppressivi che la tengono prigioniera. Nessuno si aspetti un supereroe. Nessuno deleghi a chicchessia il proprio impegno sulla via di Gesù. Ognuno, come scriveva don Primo Mazzolari, si impegni in proprio.
******
Quello che precede è il testo dell’intervento che avrei voluto leggere sabato 16 maggio a Firenze all’incontro intitolato “il Vangelo che abbiamo ricevuto” e che ho invece dovuto sintetizzare in tre minuti di intervento a braccio.
La sensazione che abbiamo avuto come delegazione de “Il dialogo” è stata quella di una forte aspettativa da parte della platea dei partecipanti che è andata in parte delusa dalle relazioni introduttive e soprattutto dalle conclusioni.
Per il momento mi fermo qui. Ci auguriamo possa svilupparsi nei prossimi giorni un buon dibattito su ciò che c’è stato a Firenze. Pubblichiamo oggi una prima riflessione di Stefania Salomone, che con me ha partecipato all’incontro, e i testi di alcune delle relazioni introduttive al convegno.
Vi invitiamo a partecipare al dibattito, ne abbiamo veramente bisogno.
[1] Inchiesta sul cristianesimo, Corrado Augias Remo Cacitti, Mondadori 2008, pag. 130
[2] L’Epistola ai Romani, Karl Barth, Universale Economica Feltrinelli pag. 18
la comunione libera (voce del verbo liberare)
… e infine, dopo mille peripezie ed acrobazie, siamo giunti alla cosidetta “comunione”. O, meglio, Davide c’è arrivato.
Ma, anche in questo caso, le situazioni divertenti non sono mancate.
Essendo che i genitori di mio figlio, quindi io e mia ex-moglie, son separati, la catechista, parlando con la mamma sulla preparazione, le ha detto che avevano già pensato a tutto e per “non farci sentire meno degli altri” avevano deciso, assieme al sacerdote della parrocchia, che avremo preso, durante la cerimonia, l’ostia come tutti gli altri genitori.
Solo che quella nostra sarebbe stata quella “sconsacrata”… si, hai letto bene: sconsacrata.
Essendo quella cristiana una religione fortemente legata ai simboli, ai significati legati a “segni” e ad alle raffigurazioni, da buon cristiano mi son subito domandato il significato del “dare l’ostia sconsacrata” e del “riceverla”.
Prendo spunto dalle origini della “Pesach”, la vera pasqua ebraica, per iniziare.
Se non erro è nel libro dell’esodo che Mosè riesce, con diversi stratagemmi (uno dei quali è l’assassinio di una guardia del faraone), riesce a portare fuori dall’Egitto i suoi fratelli israeliti (tutte e 12 le tribù), ma il faraone, accortosi dell’accaduto, diede ordine ai soldati di seguirli e non permettergli la fuga.
Qui avvenne il famoso miracolo dell’apertura delle acque nel Mar Rosso: Mosè (che non è il cane che tiene a bada la fattoria McKenzie dalle grinfie del simpatico lupo Alberto) su ordine di Javeh (per chi non avesse dimestichezza con i nomi e cognomi del nostro Dio, Javeh sarebbe nientemeno che Dio!) alzò le braccia e le acque aprirono un varco, un sentiero per far scappare gli Israeliti dai soldati del faraone (nessuno si è domandato, però, quale scala hanno usato per arrivare a toccare il suolo, visto che la sua profondità si estende fino a 2600 m!). La fine la conoscono pure i bambini: i nostri amici Mosè e compagni si trovano salvi dall’altra sponda del Mar Rosso, mentre i loro inseguitori muoiono affogati dentro il mare.
I nostri amici festeggiano l’avvenimento riposandosi e mangiando il pane azzimo (un pane fatto senza lievito per una veloce preparazione) dividendoselo da buoni fratelli (ovviamente essendo migliaia di persone, avranno abbatutto il quantitativo d’alberi della foresta amazzonica per fare fuoco sufficiente a sfornare il pane
).
Questa è l’origine della pasqua ebraica e, in versione “riveduta”, anche della pasqua cristiana. In quest’ultima Gesù, proprio nel giorno della Pesach, prende “il pane” (giuro che in chiesa non ho visto panini ma dei cerchietti tondi che parevano plastica bianca), lo spezza e lo dona ai suoi 12 discepoli dicendo che quello era il (simbolicamente parlando, ovvio) “suo corpo”. Quando dice fate questo in memoria di me non dice: “prendetelo una volta alla settimana e prima dei pasti (e leggete bene le modalità d’uso)”, no perchè la teologia cattolica aggiunge pure quello che non ha detto Gesù stesso, ossia: “… altrimenti sarete dannati!”.
Ora che siamo tutti bravi e sappiamo cos’è la comunione ripetiamo insieme… ops pardòn, per un attimo mi son lasciato prendere… dicevo…
Devi sapere, carissimo il mio lettore, che il separato, per la Chiesa, commette un atto più orribile di quello che può fare un assassino. Hitler? E chi è? Tzk! Uno scolaretto in confronto a me! Ecco perchè “non sarei degno di prendere una vera comunione”.
Ora analizziamo il senso.
1) in rapporto alla Pesach.
Gli ebrei festeggiano la pasqua per ricordare il giorno in cui Adonaj (ops, scusa, è un altro nome di Dio) li fece uscire dalla schiavitù e ringraziarLo. Le azzime, preparate proprio in quel modo, fanno tornare alla mente “la fretta” di scappare dai nemici che Dio, comunque, aveva amazzato nel mare per “mano” di Mosè (astuto! mentre mosè abassava le mani perchè il varco si chiudesse, Dio, invece, le sollevava dicendo: “avete visto tutti vero? non sono stato io!) Quindi quel pane è ansia e, nel contempo, anche gioia e riconoscenza (così tanta riconoscenza che per un nonulla gli ebrei, più avanti, si fabbricano l’idolo d’orato, un acerrimo nemico di Javeh
)) .
In questo caso io non dovrei prender parte a questa festa, non essendone degno. In teoria non sono nemmeno con loro oppure starei mangiando di un azzimo-non-azzimo, un finto pane che qualcuno, non so chi, avrebbe avuto il tempo di preparare. Magari un pane non lievitato e senza farina… si ecco, un pane fatto di solo acqua!
E se lo mangiassi starei fingendo di ricordare (quindi dimenticando) la fuga dalla schiavitù, cosìcchè Javeh non mi fulmini qualora gli venisse uno dei suoi soliti attacchi d’ira (un tranquillante, no eh? Una visitina dallo psicologo?), quindi starei comunque tranquillo! Nessun fulmine perchè ai suoi occhi (ah no, ne ha uno solo ficcato dentro un triangolo!) Starei mangiando e festeggiando assieme agli altri. Quindi sarei comunque graziato! Ma allora, Mosè, che differenza c’è?
2) in rapporto al cristianesimo.
Qui la faccio breve: a chi stiamo cercando di prender in giro, allora? A Dio o agli amatissimi e fanatissimi fedeli pronti a puntare il dito?
La verità è che comunque, proprio per ciò che credo io, la comunione non l`avrei presa perchè non mi rappresente nulla e perchè non c’è nessun Gesù che ha chiesto mai che avesse un preciso significato cannibalistico.
Io, nonostante il prete tendesse le dita con quell’ostia, non l’ho presa.
Chi è, allora, che vi prende in giro?
Gesù diede davvero “il mandato” a questa Chiesa?
Il proposito di questo post è solo quello di fare un confronto tra Gesù, quello raccontato nei Vangeli Canonici, e la Chiesa, il cui vero ruolo è quello di rappresentarlo e guidarne i fedeli.
È semplice e chiaro il suo compito, e se non fosse per questo o se Gesù non fosse mai esistito o se non diede mai l’indicazione di seguire una religione diversa dalla sua (l’ebraismo) o se quesa avesse un ruolo nella storia tutt`altro che di custodire la pia e pura immagine di Gesù per i suoi seguaci ma anche per chi, oggi, volesse avvicinarsi a tale religione, allora a cosa servirebbe?
Un fedele si ritiene tale perchè, come dice la parola, ha la fede. E la fede è credere in Dio. E se si ritiene che Gesù sia Dio allora il suo “mandato” alla Chiesa, qualora ci fosse stato, dovrebbe essere infallibile.
Allora, guardando indietro il corso della storia, credo che Dio, Gesù, Jahvè, o chi per voi, sia estremamente crudele quanto o più di un nazizsta. Mi spiegherò con alcuni esempi.
1099 d.C.
I crociati cristiani prendono Gerusalemme e massacrano ebrei e musulmani. Nelle strade c`erano teste, mani e piedi ammucchiati, e come risultato delle crociate milioni di persone furono uccise.
1208 d.C.
Il papa Innocenzo ordina una crociata contro i catari francesi. Più di centomila furono uccisi a Béziers dagli uomini di Arnaud.
1231 d.C.
Il papa Gregorio IX istituisce l’Inquisizione. Agli inquisitori viene data la licenza di perpetrare con ogni mezzo l’orrore e la crudeltà. Le vittime vengono unte di lardo o grasso e poi lentamente arrostite vive. Forni costruiti per uccidere la gente, resi poi famosi dalla Germania nazista, furono usati per la prima volta durante l’Inquisizione cristiana nell’Europa dell’Est. Le macabre torture utilizzate su centinaia di migliaia di non cristiani furono così ripugnanti e orribili, che non riesco nemmeno a descriverle.
1377 d.C.
L’esercito del papa discese sulla città italiana di Cesena. Il massacro continuò senza sosta per tre giorni e tre notti, a partire dal 3 febbraio. Le piazze traboccavano sangue. Le donne venivano violentate, sui bambini veniva messo un riscatto, e inestimabili opere d’arte furono distrutte. Più di tremila persone furono macellate.
1497 d.C.
La Chiesa diede inizio a un enorme rogo a Firenze. Le opere di poeti latini e italiani, manoscritti illuminati, ornamenti femminili, strumenti musicali e dipinti furono tutti bruciati.
Intorno al 1500 d.C.
La caccia alle streghe prosegue a pieno regime. I membri del clero riferiscono con orgoglio il numero di quante ne hanno ucciso. Il prelato luterano Benedict Carpzov si vanta di aver ucciso oltre ventimila delle orribili “seguaci del diavolo”. Secondo le stime degli storici, più di nove milioni di persone furono giustiziate dopo il 1484, soppratutto donne. Tutto ciò è brutale quanto quello che avvenne durante l’olocausto nazista del Xx secolo.
1572 d.C.
Più di diecimila protestanti vengono massacrati in Francia nel giorno di San Bartolomeo. Papa Gregorio XIII scrisse: “ci rallegriamo che il mondo sia stato liberato da quegli eretici sciagurati”
William Edelen
Ora… il catttolico che legge di questi fatti, che sono pure una minuscola parte e descritti in maniera non dettagliata, che atteggiamento assume? Che cosa pensa?
Il problema è, e lo dico per esperienza diretta, che è difficile accettare, è arduo staccarsi da una religione ricevuta e ancorata alla nostra stessa carne. In fondo è tutto ciò in cui si crede con “tutto se stesso” a prescindere da qualsiasi cosa. È quindi come trovarsi di fronte alla scelta di lasciare tutto ciò che fino a quel momento si è costruito per rinunciare per qualcosa di cui ancora non si sa nulla.
È uno sforoz, un sacrificio ma va fatto se davvero si ritiene di vole stare nella verità, come dice Gesù stesso. E per stare nella verità bisogna che prima o poi si dia una risposta a questa domanda:
“Gesù intedeva lasciare custodire la propria immagine a questa Chiesa per le future genti affinchè attraverso essa, vedendo le sue opere, si convertisse?”
Ci vuole un notevole coraggio, prendere il fiato e trattenerlo per qualche minuto, per crederlo.
E anche la seconda:
“È possibile che Gesù volesse lasciare le sue parole, le più importanti, la sua filosofia di vita, in quelle scritture che hanno subito così tante modifiche, alterazioni, omissioni, aggiunte successive, rivedute e ricorrezioni verso le precedenti accidentali ma anche volute per imporre un significato più in voga in quel momento?”
Freni teologici nei confronti della scienza.
I “freni teologici” che oggi pone la Chiesa di fronte alle nuove scoperte in campo medico e scientifico sono gli stessi di sempre.
Nel dicembre del 1967 il chirurgo sudafricano Christian Barnard esegue il primo trapianto di cuore seguito da un secondo a un mese di distanza.
La Civiltà Cattolica reagisce con un allarmato articolo di padre Vittorio Marcozzi:
“L’operazione ha del prestigioso. Mostra che la chirurgia ha raggiunto un grado di precisione e di arditezza in altri tempi ritenuto impensabile. Ma pone problemi umani e morali di fondamentale importanza”.
L’aspetto inquietante è: “Se il cuore può funzionare, l’individuo è veramente morto o no?” nel dubbio va ricordato l’ammonimento di Pio XII: “Sopprimere un’esistenza per salvarne un’altra sarebbe delitto”….
L’ostilità e la diffidenza della Chiesa nei confronti della chirurgia dei trapianti spiega in buona parte il ritardo con cui in Italia si è affermata una cultura della donazione degli organi.
Fonte: “La variabile Dio” di Riccardo Chiaberge
L’albero della Conoscenza e altre favole varie
Quando ero piccolo mi spiegavano a catechismo, o anche in chiesa la domenica, i princìpi e i racconti su cui si basa la nostra religione: quella Cattolica. Tutte informazioni che tutti noi, bene o male, sono state acquisite e assimilate da tutti… esattamente come “religiosità naturale“.
La religiosità naturale ci ha portato ad assimilare quei concetti e teorie religiose senza farle passare al setaccio della ragione.
Ai miei tempi, sempre da piccolo, si raccontava anche di Babbo Natale, o della Befana, e io non mi sono mai chiesto quanto potesse essere plausibile il racconto di “un uomo che compare solo una volta l’anno, ma non si fa mai vedere. Che passa per i camini delle case dei bambini consegnando da solo miliardi di regali nell’istante della mezzanotte.”. Non mi sono mai chiesto come mai Babbo Natale portasse solo dei doni che fossero adeguati alle spese ammissibili dai miei genitori.
Ma crescendo il mistero si è svelato quasi da solo, quando mi resi conto che la storia non reggeva più.
Non è così per migliaia di religiosi (cristiani, ebrei, islamici o induisti che siano) che accettano storie assurde riguardanti la loro religione. Ancora oggi o si evita di parlarne per evitare di dover dare risposte a chi non comprende, oppure si crede ciecamente che quei avvenimenti descritti nei libri sacri siano realmente accaduti.
Forse il motivo è che qualcuno dice che quei libri sono “ispirati da Dio” (tutti e delle varie religioni), forse a quel qualcuno fa comodo che la gente lo pensi, dato che poi alla fine, oggi come oggi, non c’è una smentita o conferma ufficiale… esistono solo pareri dei vari sostenitori o detrattori del caso.
Immagina solo il fatto che tutta la teologia Cristica parte dalla caduta dell’uomo: l’uomo “nasce nel peccato”; i bambini appena nati sono macchiati di quella colpa ereditata dai propri genitori, che a loro volta l’hanno ricevuta dai propri, e così via fino ad arrivare a…. niente meno che Adamo ed Eva!. E’ per questo che Dio ha deciso di mandare “suo Figlio” che è “Dio stesso incarnato” per morire a causa di quella colpa.
Pensare questo e considerare quella di Adamo ed Eva solo una “storiella istruttiva” significa anche ammettere che non abbia nessun senso tutta la teologia del Cristo.
Noi cristiani (e ebrei) non ci siamo mai fatti delle domande sui racconti che ci venivano letti in chiesa… eppure sarebbe bastato poco…
Il motivo di questo post è che proprio stamattina pensavo al racconto, nel Genesi, della creazione. La creazione del mondo intero, dell’uomo e del Giardino dell’Eden.
Tralasciando il fatto che questo racconto è stato copiato tale e quale da altre culture che hanno preceduto quella ebraica (mi riferisco a quella Babilonese e Sumera) mi soffermo su un particolare, la Genesi racconta che:
il Signore mise l’uomo nel giardino dell’Eden e, qui, vi fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita e quello della conoscenza del bene e del male.
Ma il Signore proibì, all’uomo di mangiare, di questi ultimi due alberi perché, questo, certamente sarebbe morto.
Il resto della storia la conosciamo a memoria… da qui viene, infatti, “la Caduta“.
Ora, visto che la Chiesa, ci obbliga a credere a questi racconti, perché “indispensabili” a sostenere l’intera teologia Cristiana allora datemi la possibilità di scrivere una semplice domanda:
Ma se sto Jahveh – benedetto Egli sia – ha messo l’uomo in questo famosissimo giardino, dove potersi nutrire e contemplarne la bellezza, perchè diamine ha messo degli alberi proibiti? Voleva prendersi gioco degli uomini? Voleva metterli alla prova? Forse era un poco sadico a voler mettere delle piante irresistibilmente belle da “guardare ma non toccare”….
Perchè mette questi alberi e dice ad Adamo: “li ho messi ma tu non li toccare”! Mah… nutrirei dei seri dubbi sulla “bontà” di questo dio o sulla reale intelligenza.
Altro fatto è che l’ “albero della conoscenza del bene e del male” viene interpretato come “dono del libero arbitrio”.
Certo! Siccome l’uomo NON SA spiegare come Dio possa permettere il male che accade da sempre, le torture e le barbarie, agli uomini, donne e bambini, allora ha tirato fuori questa “scusa” bella e buona.
Questa è l’”asso nella manica” che giustifica tutto. Basta dire “noi abbiamo il libero arbitrio, Dio non interviene nelle nostre azioni” (anche se poi la Bibbia contraddice innumerevoli volte questo concetto) e tutta la teologia è salva!
Peccato che il Signore, in quel brano, avesse detto ad Adamo di “NON TOCCARE”!


