“Dei canti, dei balli e dei pensieri”

Simone Medas thoughts depot

Archivio per marzo 12th, 2010

Non sono pazzo… peccato! :(

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Introduzione… oppure “di ciò che penso di me”?

Parlare a me stesso, scrivendo qui, non mi sembra una cosa normale, non mi pare nemmeno giusto, forse sono pazzo e non ne sono ancora consapevole. I pazzi, quelli veri, vanno in giro per una città vedendo un mondo che non esiste. Parlano, s’incazzano o cantano accompagnati da persone che gli altri, quelli normali (così dicono, o così è più conveniente che sia così) non vedono.

Ma perché noi insistiamo tanto ad esser normali e loro invece non fanno alcuno sforzo per esserlo? Noi dei prodotti conformi e loro quelli avariati o venuti a male? Noi siamo consapevoli della differenza, o crediamo di esserlo, e questi no?

Ma sembra che loro stiano bene e, se così non fosse, forse non lo sarebbero più, pazzi. E non hanno bisogno di esser convinti di essere consapevoli. Allora noi forse non saremo pazzi, ma contorti sì.

E poi siamo consapevoli di esser normali, ma anche di stare in una realtà che spesso non ci piace, che non è quella che ci saremo potuti aspettare da piccoli. Io, almeno, da piccolo sapevo che avrei fatto grandi cose, mi sembrava che avrei spaccato il mondo in due… ero pronto a grandi imprese! Mah…

E perché mai, se sappiamo qual è la realtà più dei pazzi, vorremo convincere loro di esser nella posizione errata? Loro stanno così bene!

Quando ero ragazzo trovavo spesso nel bus un pazzo che cantava e batteva le mani, ed era tutto felice.  Te lo immagini se andassi a dirgli: “Guarda che la tua felicità proviene da qualcosa di irreale, vedi un mondo che non c’è!”; chi se la sente di andare a raccontargli che la vita è un’altra?

Ecco… lo sapevo, mi sono allontanato troppo dal ragionamento iniziale, sto parlando dei pazzi! Ma i pazzi parleranno mai di noi? Sembra quasi come una personalità multipla, o una matrioska, dove l’ultima non conosce, o non comprende, chi gli sta sopra, ma viceversa si.


Ora può essere che ci sia qualcuno sopra di me, che si diverte alle mie spalle? Fosse così, sicuramente, ora starebbe ridendo di me e dice ai suoi compari: “Guardate questo idiota com’è buffo! Crede davvero di conoscere la realtà, pensando di esser migliore di quell’altro che chiama pazzo!”.

Chissà… forse anche lui è deriso o compatito da qualcuno che è, ulteriormente, sopra, nella gerarchia e non lo sa.


La pazzia non è stupidità, punto.

Lo stupido è un uomo che non riesce ad accettare la verità, la realtà, e per questo si costruisce una verità alternativa, una “via di fuga”. Mente a se stesso e continua a bollire nel suo brodo.

La conoscenza rende l’uomo libero: liberi… di fingere di esser altro. Ci basterebbe la libertà per elogiare l’uomo? La libertà unita alla vigliaccheria genera idioti. E i pazzi sono uomini liberi? Per me i pazzi sono gli uomini veramente i più liberi di chiunque altro. Che gliene fotte a loro di pensarci?

Noi siamo sempre schiavi, come minimo, di noi stessi. Schiavi della semplificazione e della pigrizia. Schiavi del potere e del denaro. Schiavi della tecnologia e dell’arrivismo. Schiavi dell’immagine che abbiamo forgiato di noi stessi e che ogni giorno dobbiamo costantemente con fatica mantenere. Schiavi delle opinioni altrui. Non facciamo molte delle cose che vorremo perché temiamo il giudizio altrui; l’altrui che esso stesso vorrebbe fare qualcosa che non farà perché teme il nostro, di giudizio!

Io credo che i pazzi, come li intendiamo noi, ci sono ma quando abbiamo puntato il dito per indicare chi fossero abbiamo sbagliato direzione.

Scritto da Simone Medas

marzo 12, 2010 alle 10:59 am

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