“Dei canti, dei balli e dei pensieri”

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L’albero della Conoscenza e altre favole varie

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Quando ero piccolo mi spiegavano a catechismo, o anche in chiesa la domenica, i princìpi e i racconti su cui si basa la nostra religione: quella Cattolica. Tutte informazioni che tutti noi, bene o male, sono state acquisite e assimilate da tutti… esattamente come “religiosità naturale“.
La religiosità naturale ci ha portato ad assimilare quei concetti e teorie religiose senza farle passare al setaccio della ragione.

Ai miei tempi, sempre da piccolo, si raccontava anche di Babbo Natale, o della Befana, e io non mi sono mai chiesto quanto potesse essere plausibile il racconto di “un uomo che compare solo una volta l’anno, ma non si fa mai vedere. Che passa per i camini delle case dei bambini consegnando da solo miliardi di regali nell’istante della mezzanotte.”. Non mi sono mai chiesto come mai Babbo Natale portasse solo dei doni che fossero adeguati alle spese ammissibili dai miei genitori.
Ma crescendo il mistero si è svelato quasi da solo, quando mi resi conto che la storia non reggeva più.

Non è così per migliaia di religiosi (cristiani, ebrei, islamici o induisti che siano) che accettano storie assurde riguardanti la loro religione. Ancora oggi o si evita di parlarne per evitare di dover dare risposte a chi non comprende, oppure si crede ciecamente che quei avvenimenti descritti nei libri sacri siano realmente accaduti.
Forse il motivo è che qualcuno dice che quei libri sono “ispirati da Dio” (tutti e delle varie religioni), forse a quel qualcuno fa comodo che la gente lo pensi, dato che poi alla fine, oggi come oggi, non c’è una smentita o conferma ufficiale… esistono solo pareri dei vari sostenitori o detrattori del caso.

Immagina solo il fatto che tutta la teologia Cristica parte dalla caduta dell’uomo: l’uomo “nasce nel peccato”; i bambini appena nati sono macchiati di quella colpa ereditata dai propri genitori, che a loro volta l’hanno ricevuta dai propri, e così via fino ad arrivare a…. niente meno che Adamo ed Eva!. E’ per questo che Dio ha deciso di mandare “suo Figlio” che è “Dio stesso incarnato” per morire a causa di quella colpa.
Pensare questo e considerare quella di Adamo ed Eva solo una “storiella istruttiva” significa anche ammettere che non abbia nessun senso tutta la teologia del Cristo.

Noi cristiani (e ebrei) non ci siamo mai fatti delle domande sui racconti che ci venivano letti in chiesa… eppure sarebbe bastato poco…

Il motivo di questo post è che proprio stamattina pensavo al racconto, nel Genesi, della creazione. La creazione del mondo intero, dell’uomo e del Giardino dell’Eden.
Tralasciando il fatto che questo racconto è stato copiato tale e quale da altre culture che hanno preceduto quella ebraica (mi riferisco a quella Babilonese e Sumera) mi soffermo su un particolare, la Genesi racconta che:
il Signore mise l’uomo nel giardino dell’Eden e, qui, vi fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita e quello della conoscenza del bene e del male.

Ma il Signore proibì, all’uomo di mangiare, di questi ultimi due alberi perché, questo, certamente sarebbe morto.

Il resto della storia la conosciamo a memoria… da qui viene, infatti, “la Caduta“.

Ora, visto che la Chiesa, ci obbliga a credere a questi racconti, perché “indispensabili” a sostenere l’intera teologia Cristiana allora datemi la possibilità di scrivere una semplice domanda:

Ma se sto Jahveh – benedetto Egli sia – ha messo l’uomo in questo famosissimo giardino, dove potersi nutrire e contemplarne la bellezza, perchè diamine ha messo degli alberi proibiti? Voleva prendersi gioco degli uomini? Voleva metterli alla prova? Forse era un poco sadico a voler mettere delle piante irresistibilmente belle da “guardare ma non toccare”….
Perchè mette questi alberi e dice ad Adamo: “li ho messi ma tu non li toccare”! Mah… nutrirei dei seri dubbi sulla “bontà” di questo dio o sulla reale intelligenza.

Altro fatto è che l’ “albero della conoscenza del bene e del male” viene interpretato come “dono del libero arbitrio”.
Certo! Siccome l’uomo NON SA spiegare come Dio possa permettere il male che accade da sempre, le torture e le barbarie, agli uomini, donne e bambini, allora ha tirato fuori questa “scusa” bella e buona.
Questa è l’”asso nella manica” che giustifica tutto. Basta dire “noi abbiamo il libero arbitrio, Dio non interviene nelle nostre azioni” (anche se poi la Bibbia contraddice innumerevoli volte questo concetto) e tutta la teologia è salva!
Peccato che il Signore, in quel brano, avesse detto ad Adamo di “NON TOCCARE”!

Written by Simone Medas

Aprile 19, 2009 a 8:30 am

Pubblicato in religione

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