“Dei canti, dei balli e dei pensieri”

Simone Medas thoughts depot

Archivio per aprile 2009

VCast – FaucetPVR, per registrare programmi TV in file.

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Questo utile servizio Internet, VCAST – Faucet PVR, consente di impostare un “Videoregistratore” remoto (cioè non sul proprio computer) in modo da salvare programmi televisivi, a quasiasi orario.

In sostanza il server si occupa di effettuare tutte le registrazioni che si impostano. Queste possono essere di tipo “spot” (una sola volta) oppure ricorrente (ad esempio una serie tv).

Tale registrazione, una volta terminata, diviene disponibile per il download, dalla pagina del videoregistratore (del proprio account).

Ci sono tutti i canali del digitale terrestre, tranne, purtroppo, i canali mediaset a causa di minacce di azioni legali nei confronti di VCast.

Il servizio Faucet PVR funziona solo dopo che si è creato un account.

http://www.vcast.it/login/login.php

Scritto da Simone Medas

aprile 28, 2009 alle 8:12 pm

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Ti serve una email pronta, usa e getta?

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Se ti è capitato di avere la neccessità di avere una Email pronta al volo, usa e getta, senza dover far conoscere il tuo reale indirizzo allora questo servizio fa per te. Si chiama: Mailinator.

Consente di creare una email con qualsiasi dicitura (ad esempio billgates@mailinator.net, oppure scemo.chi.invia.email.qua@sogetthis.com) in un istante, senza registrarsi, senza conferme, senza nulla di nulla, garantito!

Una volta creata la email non dovete far altro che attendere di ricevere nuovi messaggi.

Il tutto assolutamente Free e Simple!

www.mailinator.com

Scritto da Simone Medas

aprile 28, 2009 alle 8:02 pm

Pubblicato in Informatica, Internet

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The time machine

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Facevo alcune riflessioni, tempo fa, sulle conseguenze sulla possibilità di tornare indietro nel tempo; di alcune conseguenze potenziali che, a prima vista, non vengono predette perchè ci sono le ovvietà a far da scudo.
Escludendo, da queste ultime, l’ovvietà che “non sia possibile” (per ora possiamo solamente “dimostrare” che non ne siamo all’altezza, ma nessuno può dimostrare che non si potrà) rimangono i soliti paradossi e evidenze non “poi così tanto logiche”:
1) Potendo tornare indietro nel tempo potrei uccidere mia madre prima del mio concepimento
2) Se, anche in un tempo futuro (mettiamo tra 2000 anni), si arriverà a costruire una macchina o un dispositivo in grado di riportare le persone nel passato (o a far riavvolgere il nastro del tempo mentre noi, invece, stiamo fermi) qualcuno deve esser passato nel nostro presente o passato, e lasciato qualche traccia. Chi non vorrebbe tornare indietro e vedere, per esempio, la crocifissione di Cristo sul Golgota e assicurarsi che sia un evento realmente accaduto o per un semplice pellegrinaggio da parte di cattolici incalliti (e anche poco sensibili, direi!)?
Di queste persone ci dovrebbe esser qualche traccia!

Io NON sono dello stesso parere. Vederla in questo modo è un po come convincersi che il mondo sia piatto (quindi mancherebbe una dimensione) senza doversi mai porre il problema che in moltissime circostanze bisognerebbe “eliminare” le persone dalla strada per riuscire ad andare a lavoro. Basterebbe anche solo esser circondati da pietroline che non si potrebbe più camminare.
Con questo voglio dire che è ovvio che le argomentazioni di sopra non sono possibili non per la contradditorietà della macchina del tempo ma perchè partono da un presupposto errato.
Quindi la soluzione, anzi le possibili soluzioni, sono due (dicono gli stessi scenziati):

1) tornando indietro nel tempo si vive un’esperienza simile a quando si guarda la tv: non si può partecipare, si è solo uno spettatore. Ma questo significa che le persone che stiamo vedendo in quel film non sono più persone vere perchè altrimenti si contraddice uno degli assiomi più importanti della fisica: “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma”. Quindi non può essere che solo perchè io decido di tornare indietro nel tempo “improvvisamente” vengono “create” dal nulla me medesimo di qualche anno fa e tutte quelle persone coinvolte.
Un’aspetto più divertente sarebbe che una volta deciso di tornare indietro nel tempo, ammettendo fosse un passato “reale” e, contemporaneamente, “univoco” significa, anche, che io l’ho fatto da sempre (mi verrebbe il sospetto) e inizierei a sentirmi spiato da un “me stesso” futuro: in qualche modo condizionerei il mio presente.

2) Che esistono infiniti percorsi, inifiniti mondi dove in uno sto scrivendo la medesima cosa di ora nel blog e in un altro una cosa esattamente opposta. Mondi paralleli dove la differenza, tra i vari mondi “adiacenti”, è sostanzialmente minima nello stesso istante, ma le conseguenze nel futuro possono essere drasticamente differenti (come per Borges ne “Il giardino dei sentieri che si biforcano”). Quando volessi tornare indietro nel tempo, in realtà starei andando su un mondo parallelo ma non concorrente al mio. Il rischio sarebbe di vedere, me, come una persona leggermente o completamente diversa da quello che era nei miei ricordi.

Non so quale sia la possibilità più stimolante delle due (se fosse!) ma c’è un terzo aspetto da mettere in gioco, farò un esempio per esser più chiaro. Questo esempio è un evento che si verifica nell’anno 2009 e gli attori coinvolti sono:
- me (A) del 2020 (allora non sarò ancora morto!!! Allora tutte le questioni del 2012 son fesserie?!?!)
- me (B) del tempo corrente (per forza!)
- me (C) del 2010

Sia me A e me C, si trovano entrambi nello stesso momento di me B, e si raccontano, entusiasti, dei loro misfatti e rivelano il loro anno di provenienza (da notare che tutti sono, però nati lo stesso giorno/mese e anno).
Me C, seppur io sia una persona di poche parole, ahimè gli piace parlare, quindi invita me A a trascorrere un po’ di tempo con lui nel futuro (che per sarà nuovamente “il presente” che gli appartiene una volta tornato da questo viaggio).
Così me A decide di andare nel 2020 ma subito si rende conto che c’è qualcosa che non torna e ha l’impressione che potrebbe non essere così semplice trovare lo stesso me C del 2020.
Mi spiego meglio:
visto che esistono diverse copie di me stesso (infinite?), almeno ipotizando la possibilità di viaggiare nel tempo, e visto che non è possibile avere più di una “istanza” di me stesso in uno stesso “nastro temporale” (altrimenti sarebbero tutti “in me stesso”, anche ora, in questo istante) allora significa che:
1) esistono differenti nastri dove ognuno di questi ha una “istanza” di me stesso
2) a quanto pare ogni nastro parte da un momento differente. Se è possibile che me C venga dal futuro 2020 significa che il suo anno di nascita (che coincide al mio) non sia avvenuto nello stesso “momento assoluto” del mio.
Da queste due deduzioni assumo che il fatto di esserci incontrati “quella volta” è stato un caso puramente fortuito: visto che ogni momento diventa “relativo” alla partenza effettiva del nastro da cui proviene la nostra istanza, significa anche dire che:
2020 o 2010 non ha nessun significato! O meglio, manca qualche altra informazione per fare una coordinata precisa, per identificare un “momento assoluto” o “riconoscibile” da tutti i nastri.
Questo significa, anche, ammettere che “il tempo” non è solamente la nostra “quarta dimensione” perchè il tempo stesso, a questo punto, ha neccessità di “ulteriori dimensioni”

Scritto da Simone Medas

aprile 22, 2009 alle 8:00 pm

Pubblicato in Personal

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Recuperare la password della Email

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Ebbene si… anche a me è capitato di scordarmi la password che a lavoro mi avevano assegnato per la Email.

Questo succede a tanti, perchè per evitare di doverla scrivere ogni volta, si imposta il programma di posta elettronica (Outlook, Eudora, Thunderbird, etc ) in modo tale da memorizzarla una volta per tutte. Così non ci chiede più nulla e noi ci dimentichiamo della password!

Ora… a lavoro mi occorreva la password per accedere ad un altro servizio, il quale per poter esser usato richiedeva la password della email… e da li nasce il problema!

Per vedere l’account non c’è problema! Basta andare sulle impostazioni di account del programma ma per la password, giustamente, vedi solamente una sequenza di asterisco.

Come fare a recuperare il contenuto di quella casella che mostra solo asterisco ma in realtà contiene la “MIA PASSWORD!!!!”??

Dopo qualche infruttuosa ricerca su Google di programmi per il recupero (infruttuosa perchè mi ha portato a programmi a pagamento e, sinceramente, per una cosa che devo fare una volta sola nella vita mi sembra eccessivo pagare) mi è tornato in mente che nel computer ho già tutto:

il programma è Spy++ ed è uno strumento (gratuito) a corredo di Visual Studio (VS). Il problema è che non sono riuscito a trovare una versione di Download separato da VS. Se qualcuno sa qualcosa può cortesemente indicarmelo qui stesso? Grazie…

Cmq andiamo avanti… mi ricordai subito che questo fantastico strumento (che in passato mi tornò utile per altre questioni legate allo sviluppo software) consente di vedere tutte le proprietà e caratteristiche di tutte le “finestre di Windows” correntemente visualizzate e, per chi non fosse abituato alla programmazione in MS Windows, le caselle di testo (anche quelle con password) sono come delle “finestre” (non sto qui ad entrare nei dettagli tecnici) per il sistema operativo.

Per cui aperto il programma, clicco sul pulsante “Find” (un binocolo nero) che apre una finestrella per “trovare” la window (finestra) di interesse. Fortunatamente c’è un mirino che torna in aiuto: col mouse lo si trascina verso la casella della password e magicamente… nella finestrella di prima compare la password!

Perfetto! :)

Scritto da Simone Medas

aprile 20, 2009 alle 8:04 pm

Pubblicato in Windows

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L’albero della Conoscenza e altre favole varie

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Quando ero piccolo mi spiegavano a catechismo, o anche in chiesa la domenica, i princìpi e i racconti su cui si basa la nostra religione: quella Cattolica. Tutte informazioni che tutti noi, bene o male, sono state acquisite e assimilate da tutti… esattamente come “religiosità naturale“.
La religiosità naturale ci ha portato ad assimilare quei concetti e teorie religiose senza farle passare al setaccio della ragione.

Ai miei tempi, sempre da piccolo, si raccontava anche di Babbo Natale, o della Befana, e io non mi sono mai chiesto quanto potesse essere plausibile il racconto di “un uomo che compare solo una volta l’anno, ma non si fa mai vedere. Che passa per i camini delle case dei bambini consegnando da solo miliardi di regali nell’istante della mezzanotte.”. Non mi sono mai chiesto come mai Babbo Natale portasse solo dei doni che fossero adeguati alle spese ammissibili dai miei genitori.
Ma crescendo il mistero si è svelato quasi da solo, quando mi resi conto che la storia non reggeva più.

Non è così per migliaia di religiosi (cristiani, ebrei, islamici o induisti che siano) che accettano storie assurde riguardanti la loro religione. Ancora oggi o si evita di parlarne per evitare di dover dare risposte a chi non comprende, oppure si crede ciecamente che quei avvenimenti descritti nei libri sacri siano realmente accaduti.
Forse il motivo è che qualcuno dice che quei libri sono “ispirati da Dio” (tutti e delle varie religioni), forse a quel qualcuno fa comodo che la gente lo pensi, dato che poi alla fine, oggi come oggi, non c’è una smentita o conferma ufficiale… esistono solo pareri dei vari sostenitori o detrattori del caso.

Immagina solo il fatto che tutta la teologia Cristica parte dalla caduta dell’uomo: l’uomo “nasce nel peccato”; i bambini appena nati sono macchiati di quella colpa ereditata dai propri genitori, che a loro volta l’hanno ricevuta dai propri, e così via fino ad arrivare a…. niente meno che Adamo ed Eva!. E’ per questo che Dio ha deciso di mandare “suo Figlio” che è “Dio stesso incarnato” per morire a causa di quella colpa.
Pensare questo e considerare quella di Adamo ed Eva solo una “storiella istruttiva” significa anche ammettere che non abbia nessun senso tutta la teologia del Cristo.

Noi cristiani (e ebrei) non ci siamo mai fatti delle domande sui racconti che ci venivano letti in chiesa… eppure sarebbe bastato poco…

Il motivo di questo post è che proprio stamattina pensavo al racconto, nel Genesi, della creazione. La creazione del mondo intero, dell’uomo e del Giardino dell’Eden.
Tralasciando il fatto che questo racconto è stato copiato tale e quale da altre culture che hanno preceduto quella ebraica (mi riferisco a quella Babilonese e Sumera) mi soffermo su un particolare, la Genesi racconta che:
il Signore mise l’uomo nel giardino dell’Eden e, qui, vi fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita e quello della conoscenza del bene e del male.

Ma il Signore proibì, all’uomo di mangiare, di questi ultimi due alberi perché, questo, certamente sarebbe morto.

Il resto della storia la conosciamo a memoria… da qui viene, infatti, “la Caduta“.

Ora, visto che la Chiesa, ci obbliga a credere a questi racconti, perché “indispensabili” a sostenere l’intera teologia Cristiana allora datemi la possibilità di scrivere una semplice domanda:

Ma se sto Jahveh – benedetto Egli sia – ha messo l’uomo in questo famosissimo giardino, dove potersi nutrire e contemplarne la bellezza, perchè diamine ha messo degli alberi proibiti? Voleva prendersi gioco degli uomini? Voleva metterli alla prova? Forse era un poco sadico a voler mettere delle piante irresistibilmente belle da “guardare ma non toccare”….
Perchè mette questi alberi e dice ad Adamo: “li ho messi ma tu non li toccare”! Mah… nutrirei dei seri dubbi sulla “bontà” di questo dio o sulla reale intelligenza.

Altro fatto è che l’ “albero della conoscenza del bene e del male” viene interpretato come “dono del libero arbitrio”.
Certo! Siccome l’uomo NON SA spiegare come Dio possa permettere il male che accade da sempre, le torture e le barbarie, agli uomini, donne e bambini, allora ha tirato fuori questa “scusa” bella e buona.
Questa è l’”asso nella manica” che giustifica tutto. Basta dire “noi abbiamo il libero arbitrio, Dio non interviene nelle nostre azioni” (anche se poi la Bibbia contraddice innumerevoli volte questo concetto) e tutta la teologia è salva!
Peccato che il Signore, in quel brano, avesse detto ad Adamo di “NON TOCCARE”!

Scritto da Simone Medas

aprile 19, 2009 alle 8:30 am

Pubblicato in religione

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